Si sono spenti definitivamente i server di TFN – Canale 84, l’emittente che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile per l’informazione, la cultura e lo sport nel territorio nisseno e in tutta la Sicilia.
Un distacco della spina che lascia un vuoto profondo nel panorama editoriale locale, ma sul quale è necessario fare immediata e assoluta chiarezza per evitare speculazioni o letture distorte.
Dietro la dolorosa decisione della proprietà non vi sono misteri, frizioni editoriali o cali di interesse da parte del pubblico. La chiusura di TFN è dovuta esclusivamente agli insostenibili ed elevati costi di gestione.
Con l’avvento del digitale terrestre e le successive riforme delle frequenze (il cosiddetto refarming), lo scenario è mutato radicalmente, sono state moltissime, infatti, le TV locali in tutta Italia che hanno dovuto chiudere i battenti, schiacciate dai costi esorbitanti legati all’affitto delle bande trasmissive e al mantenimento delle infrastrutture.
Oggi, d’altronde, persino mandare avanti la piccola redazione di un giornale online sta diventando un’impresa economicamente “pesante” e complessa, a maggior ragione si può comprendere come per una televisione i costi, soprattutto a livello tecnico e strutturale, siano infinitamente più gravosi e ormai giunti a un punto di non ritorno. È solo e soltanto per questa dura realtà dei conti che le trasmissioni sullo storico Canale 84 si fermano.
Il tramonto di TFN non è purtroppo un fulmine a ciel sereno nel panorama mediatico nisseno, che già in passato ha dovuto assistere al silenzio di altre storiche antenne, una su tutte, quella di Radio CL 1, un’altra voce storica del territorio che aveva dovuto spegnere i propri microfoni, confermando una tendenza spietata per l’editoria locale.
Per comprendere appieno il valore di ciò che oggi si interrompe, occorre ripercorrere le tappe principali di un’avventura nata dal basso.
TFN nasce nel 1980 a Caltanissetta come Tele Futura Nissa. Fin dai primi passi, l’emittente si caratterizza come una vera e propria “tv di servizio”, focalizzata sui reali bisogni della comunità, sulla cronaca locale e sulle tradizioni. Al canale televisivo si affianca ben presto anche l’esperienza radiofonica di Radio Futura Nissa, attiva fino agli anni ’90.
Nel corso degli anni, TFN diventa la voce ufficiale degli eventi nevralgici del territorio. Dai reportage sulla Settimana Santa nissena ai talk show di approfondimento politico e sociale, l’emittente si cuce addosso il ruolo di custode dell’identità locale.
Un capitolo a parte merita lo sport con trasmissioni storiche e formati di successo come “Partitissima”, TFN è stata la casa del calcio dilettantistico e della Nissa, raccontando promozioni e domeniche di passione sportiva.
Con la rivoluzione delle frequenze, l’emittente dal maggio del 2022 si era posizionata sul Canale 84 del digitale terrestre. Una scommessa supportata da un rinnovato slancio editoriale, culminato in programmi di approfondimento giornalistico come “La Verità”, capaci di accendere i riflettori sui problemi strutturali della città, dalla gestione idrica alla desertificazione del centro storico, fino a ieri, quando i server si sono fermati.
Quando una “voce” libera e radicata nel territorio viene a mancare, è sempre un brutto segnale per tutti. Non si tratta soltanto di un impoverimento del settore della comunicazione, ma di una ferita alla democrazia locale e al pluralismo, viene meno un presidio di controllo, un megafono per i cittadini e un custode della memoria collettiva.
Tuttavia, oltre al profondo e inevitabile dispiacere per questo storico schermo che si spegne, c’è una certezza che rimane solida.
Siamo assolutamente convinti che l’intera redazione di TFN, dal direttore responsabile fino all’ultimo arrivato dei tecnici, saprà guardare avanti. Vista la straordinaria professionalità, la passione e le competenze dimostrate sul campo in tutti questi anni, questo gruppo non disperderà il proprio valore. Siamo certi che sapranno reinventarsi e dare vita a un qualcosa di nuovo e sicuramente importante per la città di Caltanissetta, continuando a raccontarla, magari sotto altre forme, ma con l’onestà intellettuale di sempre. Ad Maiora
