DTT. Asset FSMA. Dopo il refarming tv quanto vale un’autorizzazione con relativo LCN? L’attuale incertezza amministrativa limita il mercato

Fonte: https://www.newslinet.com/dtt-asset-fsma-dopo-il-refarming-tv-quanto-vale-unautorizzazione-con-relativo-lcn-lattuale-incertezza-amministrativa-limita-il-mercato/

 

Il trading dei titoli FSMA (fornitori di servizi di media audiovisivi) con annessi LCN (logical channel number), che negli ultimi dieci anni aveva caratterizzato il settore televisivo, soprattutto locale, dopo il refarming è ancora estremamente tiepido. Alcuni fattori ne stanno fortemente limitando la stabilizzazione. Vediamo quali sono.

 

Consolidamento

Anzitutto, il Ministero dello sviluppo economico deve ancora consolidare i titoli assentiti dopo i bandi FSMA/LCN attraverso provvedimenti formali. Sul punto, un notevole passo avanti è avvenuto con la pubblicazione di una serie di FAQ che hanno cristalizzato orientamenti della giurisprudenza dottrinale.

 

Un’autorizzazione immodificabile?

Ma il problema principale che limita il trading dei titoli è l’eccessivo ingessamento del sistema, troppo legato ai tagli immutabili di capacità trasmissiva prenotata nelle sedute pubbliche. Salvo nei pochi casi (soprattutto a riguardo delle reti di 1° livello) in cui è residuata banda sui mux, che quindi può essere venduta con negoziazione privata (cioè senza evidenza pubblica), i FSMA non potrebbero aumentare la capacità trasmissiva sopra il valore definito in seduta pubblica. Ma nemmeno diminuirlo.

 

Inutile ingessamento

Così che, per esempio, chi ha ottenuto un LCN pregiato ma veicolabile con 1,5 Mbit/s (taglio minimo al tempo prenotabile) potrebbe trovare difficoltà a cederlo ad un soggetto interessato a realizzare un prodotto audio/video che necessita di maggiore qualità.

 

Azzardi

Viceversa, chi aveva azzardato l’acquisto di 3 Mbit/s (limite massimo), rendendosi poi conto dell’eccedenza rispetto al proprio fabbisogno, non potrebbe rinegoziare la banda in diminuzione per un’autorizzazione FSMA.

 

L’orientamento dottrinale

Ma è veramente così?
“A nostro avviso no. La conclusione della fase ad evidenza pubblica che ha caratterizzato il processo di refarming della banda 700 MHz relativamente ai bandi per operatori di rete e FSMA apre alla negoziazione cosiddetta libera”, osserva l’avvocato Stefano Cionini di MCL Avvocati Associati, law firm che cura in esclusiva l’Area Affari Legali di Consultmedia. “Non avrebbe senso comprimere il mercato limitando l’aggiornamento dei tagli di capacità trasmissiva prenotati in precedenza.

 

Disparità di trattamento

E, d’altra parte, la circostanza che la capacità trasmissiva residua sui mux può essere attribuita a FSMA nuovi entranti (nel senso di inediti, oppure di non utilmente collocati nelle graduatorie conseguenti ai bandi FSMA/LCN) senza vincoli sui tagli predefiniti, costituirebbe una disparità di trattamento. Siamo quindi fiduciosi che, presto, anche su questo punto, il Mise fornirà interpretazioni estensive”, continua l’avvocato.

 

Il caso della Lombardia

Sta di fatto che, in questa fase ancora amministrativamente imbrigliata, il trading di un’autorizzazione FSMA è necessariamente tiepido. Anche se qualche compravendita ha luogo, soprattutto nei territori più appetibili dal punto di vista commerciale, come la Lombardia.

 

Quanto vale un titolo FSMA in Lombardia oggi?

Prima del refarming la vendita di un’autorizzazione FSMA/LCN era di norma scollegata dalla capacità trasmissiva, sia quanto a scelta dell’operatore di rete che di quantità di banda. Oggi, come detto, non è così. Ammesso di avere disponibilità (di banda), appare, se non impossibile, quantomeno complicato passare da un mux all’altro, sia esso di 1° livello (es. da RaiWay ad EI Towers e viceversa). Incerta appare anche la possibilità di migrare da un mux di 2° livello ad uno di 1°, oppure il contrario. Cioè comprimere o espandere la diffusione dell’autorizzazione.

 

Archi

“Escludendo le numerazioni pregiate (LCN 10/19) che, in molti casi, seguono criteri di valutazione economica legati anche al brand del marchio/palinsesto veicolato, relativamente all’Area Tecnica 3 (Lombardia e Piemonte orientale) è al momento possibile fornire indicazioni affidabili solo per le numerazioni 75-99 del primo arco di numerazione e quelle del secondo“, interviene l’ing. Massimo Rinaldi, perito estimatore di Consultmedia.

 

L’algoritmo di Consultmedia

“In questi mesi abbiamo aggiornato l’algoritmo del nostro metodo di valutazione, l’unico acquisito ufficialmente come valido dall’Agenzia delle entrate (cd. “metodo Consultmedia”) e, tutto sommato, possiamo dire che i valori restituiti non si discostano molto da quelli precedenti al refarming. Non c’è stato quindi, almeno per ora, quel balzo in avanti che la riduzione del numero di competitor sul mercato aveva suggerito, facendo brillare gli occhi ad alcuni editori (in qualche caso accecandoli al punto da compiere operazioni avventate, ndr)”, rimarca l’ingegnere.

 

Titoli bruciati

“Tanto che non sono rari i casi di soggetti che hanno già bruciato il valore del titolo per sostenerne i costi di veicolazione. Tuttavia con la migrazione alla modulazione T2 e quindi la rinnovata disponibilità di banda e con un maggiore allentamento delle maglie interpretative della normativa specifica, con ogni probabilità di qui ad un anno il trading potrebbe ravvivarsi”, conclude Rinaldi.

Pubblicato in News

Radio. Cosa aspetta gli editori al termine delle vacanze? L’avvio di un processo simile a quello del refarming della banda 700 MHz per gli operatori tv

Fonte: https://www.newslinet.com/radio-cosa-aspetta-gli-editori-al-termine-delle-vacanze-lavvio-di-un-processo-simile-a-quello-del-refarming-della-banda-700-mhz-per-gli-operatori-tv/

 

A memoria di un operatore radiotelevisivo italiano, dalla prima metà degli anni ’90 non c’è stato ritorno dalle vacanze che non sia stato accompagnato da qualche aggiornamento normativo o regolamentare. Non farà eccezione il 2022, che riguarderà principalmente la radiofonia. Ecco cosa aspetta gli editori.
Due le questioni (principali) sul tavolo: la stabilizzazione della radio digitale via etere e il refarming della banda FM. Procedimenti inevitabilmente collegati e dallo sviluppo particolarmente incerto, vista, nelle more, la presenza di un altro refarming: quello politico. Che si attuerà con le elezioni del 25/09/2022.

 

Prima delle vacanze

Partiamo dalla radio digitale via etere (DAB).
A riguardo, ricordiamo che Agcom, poco prima delle ferie di agosto, il 27/07/2022, ha pubblicato il Piano per l’assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione sonora in tecnica digitale (cd. Piano DAB).

 

Il Piano DAB

Il risultato, poste le premesse (mancata definizione del coordinamento internazionale delle frequenze sull’area adriatica), grazie ad un attento lavoro dell’Autorità, per fortuna, ha superato le cupe previsioni iniziali. Così, pur permanendo una scarsità di risorse per le radio locali, con alcuni accorgimenti, l’elaborato pianificatorio dovrebbe consentire di traghettare l’esistente e integrare l’offerta in vaste aree del territorio italiano.

 

Dopo le vacanze (1)

Ora, ferma restando la necessità di adeguare la superata delibera 664/09/CONS da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il Ministero dello sviluppo economico (coi tempi che i prossimi avvicendamenti dei relativi organi di indirizzo politico comporteranno) dovrà redigere e pubblicare i testi dei bandi che consentiranno ai consorzi di partecipare alle procedure di assegnazione dei diritti d’uso.

 

Consultazioni pubbliche

Presumibile che prima saranno pubblicate delle consultazioni pubbliche, come accaduto con l’attribuzione delle frequenze del digitale televisivo terrestre, a cui quelle per l’esecuzione del Piano DAB si uniformeranno.

 

Beauty contest

Il modello sarà quello del beauty contest, tenuto conto che in tante aree tecniche i consorzi saranno più delle frequenze disponibili e quindi non tutte le richieste riceveranno soddisfazione. La competizione verterà in gran parte sul rispetto dei vincoli di servizio (pdv), dove in molti operatori (anche nazionali) sono caduti in occasione dell’attribuzione dei diritti d’uso tv.

 

Occhio al condominio

Ma anche sui requisiti dei soci dei consorzi, che determineranno il punteggio dell’ente aggregativo. Requisiti che creeranno non pochi problemi agli enti in concorso.

 

Il problema

E’ chiaro che una complessa procedura di questo tipo non si esaurirà in pochi mesi. Assumendo a riferimento la fase specifica del refarming tv (cioè quella di attribuzione dei diritti d’uso), difficilmente si concluderà prima di un anno. Soprattutto in conseguenza dell’avvicendamento del nuovo governo.

 

Dopo le vacanze (2)

E dopo vacanze e (soprattutto) elezioni, sul tavolo del nuovo ministro allo Sviluppo economico, verso fine anno, finirà l’incandescente dossier FM. Che prevederà inevitabilmente un refarming della banda FM. Se di tipo radicale (Piano FM) o chirurgico (eliminazione degli impianti interferenti con le emissioni internezionali principalmente sulla costa adriatica) sarà da decidere. Noi riteniamo più probabile il primo, per le seguenti ragioni.

 

Refarming FM

Premettiamo: non si tratta tanto e solo di un ipotetico switch-off FM/DAB+, che, oggettivamente, al momento appare improbabile e soprattutto immotivato (non è previsto un utilizzo alternativo della FM, per ora).

 

Coordinamento

La vexata quaestio è, semmai, il coordinamento internazionale delle frequenze FM. Che condurrà ad uno scenario forse ancora più critico di uno switch-off, quantomeno per le locali. Parliamo, naturalmente, del Piano FM. Modellato su quello DTT.

 

Vincoli

Come ben sanno i lettori di NL, il nostro Paese si è vincolato sui tavoli di pianificazione internazionale ad attuare il coordinamento FM eliminando le situazioni di incompatibilità radioelettrica, a fronte della definizione delle frequenze per lo sviluppo della radiofonia digitale (ma non solo).

 

Le due opzioni

Per raggiungere tale scopo (tentato innumerevoli volte in 30 anni) ci sono solo due strade:

  • Ricognizione delle situazioni interferenziali specifiche ed eliminazione chirurgica delle stesse;
  • Piano FM con espunzione (o meglio: mancato inserimento) delle attuali frequenze non compatibili (tra il 25 ed il 40% di quelle esistenti, applicando il modello DTT).

 

Fallimento assicurato col successo dei ricorsi

La prima ha margini di efficacia bassissimi, in quanto le misure restrittive individuali sarebbero censurabili avanti al giudice amministrativo, atteso che andrebbero a compromettere la sfera giuridica solo di alcuni soggetti che pagherebbero per tutti il peccato originario ministeriale: la mancata attuazione del Piano FM previsto dalla L. 223/1990.

 

Successo garantito col fallimento del 20% delle emittenti locali

La seconda, viceversa, ha il successo garantito al 100% (anche se per strada si perderà tra il 15 ed il 30% delle emittenti locali), considerato che il problema dei ricorsi ai giudici amministrativi, per esclusione dalle graduatorie degli assegnatari, sarà neutralizzato dallo sfruttamento del proficuamente testato modello di cui all’art. 1 c. 1037 della L. 205/2017, che conduce solo a risarcimenti per equivalente e non in forma specifica, cioè con reinserimento in elenco.

 

L’art. 50 c. 10 D. Lgs. 208/2021 che impone il Piano FM

Ricordiamo, infatti, che l’art. 50 c. 10 del D. Lgs. 208/2021 dispone che Agcom “adotta il piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica analogica, tenendo conto del grado di sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale”.

 

A pensar male

E non pare certamente un caso che il Mise in questo ultimo mese abbia intensificato il rilascio di quelle autorizzazioni sperimentali per impianti DAB concesse col contagocce fino ad ora. Insomma, sembra che si voglia correre per aumentare il “grado di sviluppo della radiodiffusione in tecnica digitale” così da giustificare l’adozione del PNAF FM.

 

Gli interventi di rimozione delle interferenze FM agli stati esteri

D’altro canto, la stessa norma che reca il Piano FM stabilisce che: “Nelle more di una effettiva diffusione della radiodiffusione sonora in tecnica digitale e dello sviluppo del relativo mercato, il Ministero, in coordinamento con l’Autorità, può procedere ad attività di ricognizione e progressiva razionalizzazione dell’uso delle risorse frequenziali in tecnica analogica in particolare al fine di eliminare o minimizzare situazioni interferenziali con i paesi radio-elettricamente confinanti, ed incoraggiare l’efficiente uso e gestione delle radiofrequenze, tutelando gli investimenti e promuovendo l’innovazione”.

 

Chi va col Piano FM non va lontano

In due parole: Piano FM subito dopo quello DAB+. E quindi, anche in questo caso, come per il DTT, pianificazione delle frequenze, bandi, graduatorie e quindi ammessi ed esclusi.

 

Fastidi

Senza quei “fastidiosi” provvedimenti di TAR e Consiglio di Stato che in trent’anni hanno spesso impedito di disattivare gli impianti interferenti con i paesi esteri. Magari introducendo uno scudo ad hoc come quello dell’art. 1 comma 1037 della L. 205/2017. Buon rientro dalle vacanze.

Pubblicato in News

Confindustria Radio Televisioni si unisce all’appello delle industrie europee dell’audiovisivo e della cultura per garantire l’utilizzo esclusivo della banda UHF al broadcasting terrestre

Fonte: https://confindustriaradiotv.it/wp-content/uploads/2022/06/2022_06_30-Save-Our-Spectrum_CS_ITA_DEF.pdf

 

Le industrie dell’audiovisivo e della cultura di 18 Paesi europei si sono unite per reclamare che le frequenze UHF 470-694 MHz restino garantite in via esclusiva al broadcasting terrestre oltre il 2030

Il broadcasting terrestre ha bisogno che tale banda resti assegnata oltre la data del 2030 per lo sviluppo del DVB-T2 e di tecnologie innovative come il 5G broadcast

No all’assegnazione di frequenze della banda 470-694 MHz ai servizi mobili o ad altri servizi

57 associazioni e aziende dell’industria radiotelevisiva e della cultura di 18 Paesi europei hanno unito le forze per una “Call to Europe” volta a sollecitare i responsabili politici e i regolatori del continente a preservare l’attuale destinazione della banda UHF 470-694 MHz al broadcasting televisivo terrestre e alle apparecchiature di trasmissione e produzione wireless per la realizzazione di programmi ed eventi speciali.
L’utilizzo di questa banda dopo il 2030 verrà deciso alla prossima Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni dell’ITU che si svolgerà nel 2023 (WRC-23). In gioco c’è il futuro dell’infrastruttura televisiva più ampiamente utilizzata in Europa – sono 80 milioni le famiglie dell’Unione Europa che guardano la televisione attraverso la piattaforma digitale terrestre – e che costituisce anche la base per la produzione e trasmissione di eventi di cultura e media di tutti i tipi: si tratta infatti di frequenze utilizzate dai microfoni wireless e dai sistemi di monitoraggio in cuffia per concerti, conferenze e qualsiasi altro evento live.

Soltanto se verrà mantenuta l’attuale destinazione esclusiva della banda UHF al broadcasting, queste industrie potranno continuare a condividere le frequenze in maniera efficiente, senza sprechi e interferenze, e soprattutto potranno continuare ad erogare i loro servizi, crescere e innovare come ogni altra industria. Senza questa banda, la televisione digitale terrestre, servizio gratuito, ubiquo e accessibile a tutti, non sarà più possibile.

 

Appello all’Europa

L’industria audiovisiva e della produzione di eventi hanno bisogno di queste frequenze comprese nella banda fra 470 e 694 MHz per continuare a svolgere il loro ruolo. Queste frequenze sono in pericolo.
L’Europa deve agire per garantire il mantenimento dell’attuale destinazione esclusiva al broadcasting terrestre per lo sviluppo del DVB-T2 e di tecnologie innovative come il 5G broadcast.
Innovazione, ma anche sicurezza: in caso di disastro naturale o di una crisi improvvisa, il broadcast terrestre assicura efficientemente il raggiungimento di tutta la popolazione con servizi informativi senza intermediazioni, intrusioni o costi aggiuntivi, se necessario per giorni e settimane.
I produttori di contenuti – sia professionali che amatoriali – hanno bisogno delle frequenze UHF per il corretto funzionamento dei microfoni wireless, specialmente nel contesto di eventi live. Organizzatori di fiere, associazioni senza finalità di lucro, università e molti altri stakeholder dipendono da queste frequenze.

La destinazione di questa banda dopo il 2030 verrà decisa alla Conferenza mondiale dell’ITU del 2023 WRC-23. In vista di questo appuntamento, tutti i Paesi europei stanno sviluppando una posizione nazionale e l’Unione Europea si esprimerà sulla base di un parere elaborato nell’ambito del Radio Spectrum Policy Group (RSPG).

In Europa abbiamo bisogno di preservare l’utilizzo esclusivo della banda 470-694 MHz UHF per il broadcasting ben oltre il 2030.

Pubblicato in News

Come ricevere correttamente i canali sul digitale terrestre


A volte, capita che le frequenze locali e non solo del digitale terrestre cambino per alcuni canali e c’è bisogno di effettuare una nuova sintonizzazione per risolvere il problema. Temi di non saperlo fare da solo? Non ti preoccupare. Segui le indicazioni su come risintonizzare il digitale che sto per darti e vedrai che in men che non si dica riuscirai a completare l’operazione senza bisogno di aiuti.

Se sei quindi effettivamente interessato a scoprire in che modo bisogna procedere, ti suggerisco di prenderti qualche minuto di tempo libero, di posizionarti ben comodo dinanzi il tuo televisore e di seguire passo-passo le indicazioni che trovi qui sotto. Sono sicuro che alla fine ti darai uno schiaffo sulla fronte e ti domanderai “ma come ho fatto a non arrivarci prima?”. Che ne dici, scommettiamo?
A seconda di quelle che sono le tue esigenze e preferenze, puoi risintonizzare il digitale della TV o dell’eventuale decoder esterno sia automaticamente, sfruttando l’apposita funzionalità della tua TV con digitale terrestre integrato oppure del tuo decoder, sia manualmente, intervenendo personalmente sui singoli canali di tuo interesse.

Tieni poi presente che poiché non sono a conoscenza del modello e della marca esatti della TV e dell’eventuale decoder esterno in tuo possesso, non mi è possibile fornirti spiegazioni dettagliate per ogni dispositivo.

Ad ogni modo, i menu dei vari decoder e televisori, sebbene diversi tra loro, non presentano differenze così abissali da non consentirti di portare a termine tutta la procedura per risintonizzare il digitale seguendo le indicazioni “generiche” che sto per darti.
Risintonizzare il digitale terrestre sulle TV con ricevitore digitale terrestre integrato è una procedura veramente semplice, ma è necessario fare una piccola premessa. Come anticipato, la risintonizzazione dei canali può avvenire sia in maniera automatica, che manuale.

Nei prossimi paragrafi ti illustreremo le principali differenze fra i due metodi e ti spiegherò come fare i due tipi di sintonizzazione.

Risintonizzazione automatica
Come sintonizzare i canali del digitale terrestre

Se vuoi scoprire come risintonizzare il digitale automaticamente, tutto quello che devi fare è premere il tasto MENU sul telecomando del TV o del decoder ad esso collegato, selezionare la voce Impostazioni dal menu che compare su schermo e andare sull’opzione per la sintonizzazione automatica dei canali.

A questo punto, seleziona la modalità di sintonia DTV (non ATV o DTV+ATV, in quanto sul segnale analogico ormai non c’è più nessun canale TV) e premi sul pulsante per avviare la scansione delle frequenze.

Segui le indicazioni su schermo per confermare eventualmente l’avvio della procedura e, nel giro di qualche minuto, sul tuo televisore verrà completata la risintonizzazione e i canali che prima non si vedevano più dovrebbero tornare visibili.

Attraverso questa procedura, la tua TV procederà in automatico alla scansione delle frequenze digitali tramite l’antenna. Successivamente, i canali trovati nella lista verranno riposizionati a seconda del sistema di numerazione. Nel caso del digitale terrestre, si tratta del sistema LCN. Risolvi eventuali conflitti di numerazione che ti vengono segnalati.


smart tv auto

Qualora le indicazioni generali date poc’anzi non ti fossero state d’aiuto, ti faccio un esempio pratico. Qualora fossi in possesso di una Smart TV con sistema operativo Android TV (uno dei più diffusi), puoi effettuare la risintonizzazione automatica in pochissimi passaggi.

Per prima cosa, premi il pulsante HOME o Options presente sul tuo telecomando. Per questa guida, sto utilizzando una Smart TV Sony Bravia del 2015, quindi ricorda che la procedura può variare leggermente da modello a modello.

Raggiungi quindi le Impostazioni tramite le frecce direzionali del telecomando, quindi premi il tasto centrale dello stesso. Seleziona poi il menu denominato Impostazioni dei canali, quindi fai l’accesso a quello denominato Impostazioni Digitale o Digitale.

A questo punto, dovresti aver raggiunto il sotto-menu di risintonizzazioni dei canali, che solitamente permette di avviare la sintonia dei canali attraverso il pulsante Sintonia digitale. Fatto ciò, non devi far altro che pigiare il tasto Preselezione digitale automatica o Sintonizz. Automatica.

Non ti resta che seguire le indicazioni su schermo per confermare la procedura, quindi osserva l’andamento della scansione automatica attraverso la barra di caricamento centrale che compare su schermo.


Risintonizzazione manuale

Come sintonizzare i canali del digitale terrestre

Vuoi risintonizzare il digitale solo per pochi canali, senza ripetere la sintonizzazione completa delle frequenze? Nessun problema. Come ti ho già accennato a inizio guida, tutte le moderne TV e i decoder per il digitale terrestre sono dotati di una funzione che permette di sintonizzare manualmente solo determinate frequenze senza andare a intaccare quelle già installate.

Per sintonizzare manualmente singole frequenze del DTT, devi premere il tasto MENU sul telecomando del tuo TV o del decoder ad esso collegato e selezionare la voce Impostazioni dal menu che compare su schermo.

Fatto ciò, non ti resta altro da fare che selezionare la voce relativa alla sintonizzazione manuale. Seleziona dall’apposito cursore che appare su schermo la frequenza da scansionare per trovare i canali che attualmente non si vedono e avvia la sintonizzazione premendo l’apposito pulsante a schermo o sul telecomando.

Mi raccomando, per dispositivi particolarmente datati, quanto effettui la sintonizzazione manuale dei canali, accertati che ci sia impostato DTV in alto e non ATV, altrimenti rischi di effettuare una ricerca sulle vecchie frequenze analogiche.

Puoi trovare un elenco con le frequenze TV del digitale terrestre italiano, regione per regione, collegandoti ai siti Internet delle emittenti che non riesci a visualizzare sul tuo TV o mediante il decoder ad esso collegato e cercando la sezione dedicata alle frequenze e/o alla copertura su territorio nazionale.

Un metodo molto veloce per trovare le frequenze è semplicemente provare a fare una ricerca su Google digitando [nome dell’emittente] frequenze. In questo modo dovresti riuscire a trovare le informazioni che cerchi abbastanza facilmente.

In alternativa, puoi collegarti al sito indipendente DTTI. Si tratta di un portale non collegato a nessuna emittente in particolare grazie al quale è possibile scoprire le frequenze di tutti i canali del digitale terrestre città per città.

Per farlo, ti basta fare clic sulla regione di tuo interesse nella home page del sito, quindi scegliere dalla schermata che compare su schermo il nome della tua città di appartenenza.

Di nuovo, ti faccio un esempio pratico. Su Smart TV con sistema operativo Android TV avviare la sintonizzazione manuale di un canale è davvero molto semplice. Puoi seguire la stessa procedura vista prima per la sintonizzazione automatica e, al momento della scelta del tipo di sintonizzazione, selezionare la voce Preselezione digitale manuale o Sintonizz. Manuale.

Inserisci, dunque, i numeri delle frequenze attraverso i tasti direzionali del telecomando, nel campo denominato Frequenza (MHz), oppure scegli di effettuare una scansione attraverso il singolo Numero Canale.

Nel caso avessi dubbi su come sintonizzare canali digitale terrestre su TV Samsung o su marche e modelli diversi da quelli con Android TV, puoi consultare le mie guide tematiche su come sintonizzare il digitale su TV Sony, LG e Philips (e quella dedicata ai TV Samsung linkata prima).


Come risintonizzare il decoder digitale terrestre
risintonizzare decoder

Nel caso volessi risintonizzare il decoder digitale terrestre, premi il tasto MENU del telecomando del decoder, in modo da ottenere l’accesso alle impostazioni, quindi scorri verso destra o verso il basso fino a trovare la voce Installazione o Sintonizzazione.

Fatto ciò, pigia sulla voce Scansione automatica e assicurati che nel menu Modo scansione venga spuntata l’opzione Tutti, che ti permette di risintonizzare tutte le categorie di canali disponibili.

Segui le indicazioni su schermo per confermare l’avvio della procedura, quindi attendi qualche minuto affinché la scansione venga completata. I canali verranno automaticamente riposizionati attraverso una lista denominata LCN. Risolvi eventuali conflitti di numerazione che ti vengono segnalati.

Data la mole di decoder presenti in commercio, tieni presente che potrai trovare differenze nei menu personalizzati dello stesso. Le istruzioni che ti ho fornito, tuttavia, dovrebbero permetterti di risintonizzare la stragrande maggioranza dei decoder presenti sul mercato.



DTT. Assegnazione diritto d’uso della dodicesima rete nazionale. Tra FSMA nel limbo e tempi lunghi, l’incompiuta del refarming dei 700 MHz

Fonte: https://www.newslinet.com/dtt-assegnazione-diritto-duso-della-dodicesima-rete-nazionale-tra-fsma-nel-limbo-e-tempi-lunghi-lincompiuta-del-refarming-dei-700-mhz/
 

Che fine ha fatto il diritto d’uso della dodicesima rete nazionale che avrebbe dovuto essere assegnato entro il 30/06/2022?
Come noto, la gara tra i due network provider si è conclusa senza vincitori, di fatto impedendo la conclusione della procedura del refarming della banda 700 MHz nei tempi previsti (30/06/2022). La dodicesima rete nazionale è, quindi, insieme al passaggio al T2 la (procedura) incompiuta del processo di riorganizzazione dell’etere televisivo italiano.

 

Rinuncia agli altri mux

L’ipotesi della mancata attribuzione ad uno dei due concorrenti era considerata dalla maggioranza degli operatori relativamente remota. Tanto che erano circolati diversi preaccordi per la veicolazione dei contenuti sul nuovo mux e tanti fornitori SMA, confidando nella assegnazione della dodicesima rete, avevano rinunciato ad acquisire capacità residua sugli altri vettori già in funzione.

 

Rincorsa

Quando la situazione si è delineata ed il fatto che la dodicesima risorsa non sarebbe stata attribuita nei tempi previsti, con conseguente oscuramento dei contenuti veicolati sulle reti non riconvertibili, si è verificata la corsa alla capacità trasmissiva residuata sul mercato, ovviamente nel frattempo ridotta ai minimi termini.

 

Degrado e contromisure IP

I risultati dell’assembramento sono sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti: FSMA trasmessi con qualità ai limiti del guardabile e dell’ascoltabile (l’audio è spesso sacrificato per “migliorare” il video), sovente confidando nella disponibilità dell’utenza della funzione HBBTV attivata su tv effettivamente connessi (allo stato quantificabili in poco meno di 10 milioni di tv su un universo di smart tv collegate alla rete pari a circa il doppio).

 

T2

Anche se, va detto, la responsabilità di questo degrado (oltre che dell’appiedamento dei FSMA che non hanno trovato spazio sui mux esistenti) non è solo conseguenza della mancata attribuzione del diritto d’uso della dodicesima rete, ma, anche – e soprattutto – del mancato passaggio alla modulazione T2, il cui orizzonte di applicazione non è ancora visibile.

 

Evento (im)previsto

Tornando alla mancata assegnazione della dodicesima rete, va detto che l’evento non era imprevisto: l’art. 10 c. 4 della Delibera n. 65/22/CONS, aveva infatti previsto tale possibilità, stabilendo che Agcom “Nel caso la procedura (…) vada deserta oppure non venga aggiudicata per qualunque motivo (…) si riserva di definire una successiva procedura di assegnazione del lotto di gara, alla luce dell’assetto e dello sviluppo di mercato che si sarà determinato”.

 

Decide il mercato

Anche se non è del tutto chiaro cosa si intenda per “assetto e sviluppo di mercato che si sarà determinato”. Sul punto, una spiegazione potrebbe essere rinvenuta dalle valutazioni espresse da Agcom in esito alla consultazione pubblica indetta ex Del. 407/21/CONS, dalle quali si desume che la finalità dell’ulteriore intervento dell’Autorità è finalizzato a “non lasciare inutilizzata un’importante risorsa scarsa” attraverso una “modalità alternativa per la messa in esercizio della rete n.12 in caso di eventuale assenza di partecipanti alla procedura o di mancata aggiudicazione della rete ad alcuno dei soggetti cui la stessa è riservata”.

 

Diritti ed interessi

In tale occasione, Agcom (che, nelle more, con la delibera 253/22/CONS ha modificato la consistenza della dodicesima rete per conciliare le esigenze della radio digitale DAB e l’assetto dei sistemi di ricezione dell’utenza tv), “dopo aver verificato l’interesse di mercato per le risorse disponibili alla luce dell’assetto esistente”, potrà “considerare una diversa e apposita procedura di assegnazione”.

 

Mercato aperto

Secondo alcuni osservatori, il generico impegno dovrebbe consistere nell’apertura ad operatori diversi dal mancato assegnatario del diritto d’uso specifico, anche se non è chiaro come potrebbero essere soddisfatti il diritto soggettivo e l’interesse legittimo dei due partecipanti, che certamente non potrebbero esserne privati (non essendo stato previsto un indennizzo).

 

Tempus…

Quel che è certo, è che con ogni probabilità la relativa procedura, ammesso che non sia preceduta da una ulteriore consultazione pubblica che inevitabilmente ne allungherebbe i termini, difficilmente troverà una conclusione prima di fine 2022.

Pubblicato in News