
Fonte: https://westsicily.tv/nasce-coretv-leditoriale-di-massimo-marino-seconda-parte
Lasciati in mezzo alla strada dal “visionario” editore Valerio Antonini, gli 8 ex dipendenti di Telesud hanno avuto la coraggiosa idea della cooperativa, dicevamo. C’eravamo lasciati con la domanda che in tanti mi avete fatto in queste ultime settimane: “perché non avete creato una realtà unica?”.
Intanto, è il caso di fare un pò d’ordine con i tempi. Il Gruppo Editoriale Sicilia Editrice, titolare del marchio WestSicily, è stato creato nel novembre 2025, con relativi colloqui societari nei mesi antecedenti. Dunque, quando la persona giuridica Telesud era comunque operativa ed il personale felicissimo della gestione aziendale (con tanto di post social a difesa dell’editore). Anche da alcuni miei storici collaboratori che probabilmente avrebbero dovuto avere “più tatto” verso chi, comunque, era riuscito a garantirgli uno stipendio dignitoso per oltre 20 anni. Ma tant’è, se erano contenti così…, nonostante un’epilogo chiarissimo e fattogli sapere durante gli ultimi mesi ben conoscendo “i numeri reali” dell’azienda, sprofondati a causa di una gestione scriteriata. Per carità, tutto legittimo; ma evidentemente si è dovuto volgere lo sguardo altrove per il personale. Ad esser sinceri – a detta di molti – ancora più surreali “i ringraziamenti al dottor Antonini” del direttore Nicola Baldarotta (professionista che apprezzo e figura con la quale ho sempre tenuto un’ottimo rapporto personale e provato negli scorsi mesi, seppur timidamente e nel rispetto delle volontà soggettive di ognuno, a fare una sintesi virtuosa sulle oggettive possibilità di mercato dell’informazione sul territorio…), a gennaio, quando l’azienda chiuse e tanto denaro era restato insoluto nei loro confronti.
Tutto ciò, al netto delle reali possibilità di mercato; mi spiego: Antonini nell’ultimo anno aveva seguito una policy aziendale completamente sballata in termini di costi/ricavi; i primi appesantiti soprattutto dal personale abbondantemente sovradimensionato rispetto all’effettiva esigenza di produzione (ormai sostanzialmente circoscritta a monologhi autocelebrativi dell’editore) e per il reale mercato pubblicitario in città. Fra l’altro, ormai ristretto alle mie relazioni personali vista l’assoluta incapacità dei venditori pubblicitari – e la gestione complessiva – ai quali venne affidata la raccolta dopo l‘interruzione della mia collaborazione. In sintesi, sarebbe stato comunque impossibile, al netto di qualche incompatibilità e di fisiologiche “nuove scelte” di prospettiva…, riassorbire in una unica struttura tutto quel costo del lavoro. Probabilmente questo ha cementato la loro volontà di creare, tutti assieme, una nuova cooperativa (anche con il supporto interessato di qualche figura imprenditoriale sul territorio…). E onestamente questo gli fa merito. E adesso?
Adesso bisognerà vedere come il territorio reggerà “all’offerta” di due realtà televisive. Mi spiego…, ma nella terza ed ultima parte di questo mio editoriale sulla nascita di CoreTv nei prossimi giorni.
